Europee 2009. Per la Democrazia.

Per una lista unica della sinistra

Appello per una lista unica della sinistra

with 46 comments

In occasione delle elezioni europee del 6/7 giugno 2009 diamo vita insieme a una lista unica della sinistra “Per la democrazia” dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile.

Clicca qui per aderire anche tu!

La democrazia italiana è in pericolo. La legge sulla sicurezza voluta dalla maggioranza ha privato dei diritti fondamentali più elementari – salute, alloggio, ricongiungimenti familiari, rimesse alle famiglie dei loro guadagni – migliaia di stranieri che vivono e lavorano in Italia. Sta per essere varato un federalismo che dividerà l’Italia tra regioni ricche e povere, rompendo il patto costituzionale dell’uguaglianza su cui si è retta finora l’unità della Repubblica. Nel pieno di una crisi economica senza precedenti, il governo ha perseguito la rottura dell’unità sindacale e l’emarginazione del sindacato più rappresentativo.

world-social-forum-massDi fronte alla gravità dell’emergenza ambiente il Presidente del Consiglio ha tentato di ostacolare l’iniziativa dell’Europa. Strumentalizzando l’emozione per il dramma di Eluana Englaro, il Presidente del Consiglio ha aperto uno scontro istituzionale con la magistratura e con il Presidente della Repubblica; ha provocato una spaccatura del paese sui temi della laicità dello Stato, della dignità della persona e della sua autodeterminazione; ha tentato di rompere gli equilibri istituzionali, minacciando di rivolgersi direttamente al popolo per cambiare la Costituzione qualora non sia riconosciuto il suo potere illimitato e incontrollato quale incarnazione della volontà popolare. Paura, razzismo, odio per i diversi, disprezzo per i deboli, infine, sono i veleni quotidianamente iniettati nella società dalle politiche e dalla propaganda del governo quali fonti inesauribili di consenso.

Una simile emergenza costituzionale rende insensate le attuali divisioni della sinistra, che rischiano, in presenza dello sbarramento del 4% alle prossime elezioni, di provocarne la definitiva irrilevanza. C’è d’altro canto uno specifico fattore di crisi della democrazia che, congiuntamente alle vocazioni populiste dell’attuale maggioranza, sta determinando il collasso della democrazia rappresentativa: la crescente occupazione delle istituzioni pubbliche da parte dei partiti e la sostanziale confusione dei secondi con le prime. Ne è conseguita la trasformazione dei partiti, da luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione dal basso di programmi e di scelte politiche, in costose oligarchie costantemente esposte alla corruzione e al malaffare. Solo l’introduzione di una rigida incompatibilità tra cariche di partito e cariche istituzionali, cioè tra rappresentati e rappresentanti, sarebbe forse in grado di restaurare la distinzione e il rapporto di rappresentanza e di responsabilità dei secondi rispetto ai primi, e così di restituire i partiti, quali organi della società anziché dello Stato, al loro ruolo costituzionale di strumenti della partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Le prossime elezioni del Parlamento europeo offrono alle forze disgregate della sinistra un’occasione irripetibile per mettere in atto questo principio e, insieme, una prospettiva di superamento delle loro attuali divisioni. Non si tratta di concordare alleanze, o coalizioni o fusioni di gruppi dirigenti. Si tratta, più semplicemente ma più efficacemente, di dar vita a una lista unica della sinistra, Per la democrazia, dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile. Una simile lista varrebbe a dare voce e rappresentanza a un’ampia fascia di elettori – non meno del 10% dell’elettorato – che non si riconoscono nel Pd e neppure nei tanti frammenti alla sua sinistra, dalle cui rivalità interne e dalle cui competizioni e rivendicazioni identitarie risulterebbe tuttavia al riparo. E, soprattutto, essa varrebbe – in un momento come l’attuale, di pericolosa deriva populista, razzista, autoritaria e anticostituzionale del nostro sistema politico – a riaffermare, nel nostro paese, l’esistenza di una forza democratica e di sinistra, intransigente nella difesa della Costituzione e dei suoi valori di uguaglianza, di libertà e di solidarietà.

19 febbraio 2009

*** Mario Agostinelli, Alessandra Algostino, Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Pasquale Beneduce, Maria Luisa Boccia, Michelangelo Bovero, Paolo Cacciari, Lorenza Carlassarre, Luciana Castellina, Bruno Cartosio, Marcello Cini, Maria Rosa Cutrufelli, Giorgio Dal Fiume, Claudio De Fiores, Donatella della Porta, Ornella De Zordo, Alfonso Di Giovine, Peppino Di Lello, Piero Di Siena, Mario Dogliani, Angelo D’Orsi, Ester Fano, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Pino Ferraris, Lia Fubini, Luciano Gallino, Patrizio Gonnella, Francesco Garibaldo, Paul Ginsborg, Marina Graziosi, Pietro Ingrao, Francesca Koch, Cristiano Lucchi, Giulio Marcon, Alfio Mastropaolo, Gianni Mattioli, Tecla Mazzarese, Roberto Musacchio, Alberto Olivetti, Guido Ortona, Valentino Parlato, Valentina Pazzè, Mario Pianta, Anna Picciolini, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Enrico Pugliese, Carla Ravaioli, Rossana Rossanda, Cesare Salvi, Francesco Scacciati, Pierluigi Sullo, Ermanno Vitale, Massimo Torelli, Aldo Tortorella, Danilo Zolo, Grazia Zuffa.

Clicca qui per sottoscrivere l’appello

Adesioni alle ore 10.30 del 28 febbraio: Virgilio Milana, daniele leardini, anna calabria, Dora Sperti, tommaso rondinella, Matteo Micalella, franco di giangirolamo, Fabio Marongiu, Edoardo Boggio Marzet, Marco Assennato, paolo hutter, alberto albertini, mario zito, ErnestoRoverselli, Sebastiano Maccarrone, michele pesce, guido celentano, fabio bellacicco, daniele gamba, Alessandra Puccio, Marco Bardella, Silvio Favari, anna rita sgamma, gennaro capriuolo, Matteo Mantica, giacomo ficarelli, Raffaella Capuozzolo, nicola balzano, gerardo pio rubano, maddalena finozzi, paola zaffonato, Enrica Silvestri, Claudia Caselunghe, giovannella podestà, Ugo Puccio, Francesco Giusti, Lisa Urbano, Andrea Pira, Michele Casalucci, chiara benini, Francesco Martone, Enrico Mainenti, Alberto Masini, Teresa Corvino, Pietro Porta, costanza marsella, Isabella Brega, Graziella Gaballo, Annalisa tosi, Michele Puccio, cristiana cavagna, marcella de negri, Annalisa Rosso, andrea milani, Mauro Magistri, maurizio bussani, Francesco Trane, paolo del genovese, Roberta D’Achille, marina scalori, paolo fabris, Pietro Michele Bianchi, davide cannavina, Alberto Zoppi, Paolo Buffoni, Domenico Lieto, claudio piccoli, Alice Garbagnati, Claudio Ricciardi, Mario Giugni, Gianbattista Rigoni Stern, Marco Mina, Aldo Sghirinzetti, Aldo Sghirinzetti, Fabio Olmastroni, Giuseppe Tocco, Benedetta Camarota, Daniela Patelli, Federico Nova, Angelo Bavaro, piero trucchi, Adriana Bottini, alessandro righetti, Sandro Grassi, Luciano Zagato, Claudio Risitano, Andreas Iacarella, Clara Santini, Francesco Iacarella, Paolo Iacarella, Tommaso Gaeta, NICOLA IMBIMBO, DIEGO PANZERA, gabriele giusti, emiliano sidoti, armando barone, valerio cutolo, CRISTIANA GASTALDO, enrico mezzetti, Lucia G. Quagliano, Grazia Costeri, giorgio zecca, Bellisario Polla, Rita Atzeri, Mario Faticoni, michele lomonaco, Eugenio Baronti, mario sei, rosa anna bruno, Manlio Marcelli, G. Antonio Silverii, sirio conte, rita ocone, Mario Dessi’, francesca nicora, mauro pignataro, franco bergoglio, Tonino Cafeo, ivan nardone, Roberto Longobardi, Isacco Locarno, Antonio Califano, Antonella Giuliano, Enrico Mazzeracca, Anna Marcone, Angela Masotti, alfonso di sirio, luigi gallo, Massimo Vita, massimo scotton, Marco De Luca, antonio liguori, nazzarena tardiola, nazzarena tardiola, Claudio Alvigini, Chiara Desiderio, Chiara Desiderio, Bruno Roveda, Sonia Zabeo, Anacleto Carlo Desiderio, Liso Riccardo, Vittorio Torre, Massimiliano Piazza, Daniela Romanelli, Lello Rella, marina catini, stefano ceola, Luca Giudici, Sergio Ferraris, Marco Giannini, Alessandro Asprea, Barbieri Simone, Riccardo Querciagrossa, Salvatore FALCO, Salvatore FALCO, Maria Bruna Cappai, Gianni Riccamboni, Adriana Lessanutti, Miriam Sileno, Luca Castellano, massimo iosi, Ferruccio Missio, Luisa Boato, Enrico Sborgi, Franco Daverio, giorgio bianchini, Jacopo Lanza, Marta E.M. Abbado, Francesco Bonanno, Carmine Salvatore ZAGOTTIS, Rosaria Musmeci, Simone Lepore, guido silipo, Francesco D’Antonio, Lisa Clark, Giorgio Maimpne, Ignazio Lippolis, Pietro Sabatino, Marcello Mariuzzo, ELENA LAZZARINI, simonetta cossu, Giuseppe Cionti, Loris Viari, Celeste Costantino, consalvo fontani, Alessandro Rizzo, Paola Barba, BRESSAN NICOLA, Abate Luciana, Abati Velio, Accardo Diego, Accetta Barbara, Acquistapace Marco, Agar agar, Agostini Filippo, Agresti Francesco, Alagia Guido, Albano Andreina, Alberico Giulia, Albertin Luciano, Albertini Alberto, Albino Donatella, Alderighi Tamara, Alessandri Silvia, Allegri Marcello, ALLULLI MASSIMO, AMABILE CARLO, AMATI DANIELA, Amati Tiziana, Amato Beppe, Ambrosino Daniella, AMENDOLA ANDREA, Amodio Luigi, Andolina Marino, Andreozzi Manuela, Andriollo Danilo, Angeli Giovanna, Angelini Dino, Angelini leonardo, Angelini Maurizio, Angelini Maurizio, ANIMALI DENIS, ANNUNZIATA SALVATORE, Ansovini emma, Aragno Giuseppe, ARCOLESSE SILVIO, Arena bartolomeo massimo, ARIGHI ENZO, Ascanelli Monica, Ascari Pierpaolo, ASCIONE CIRO, Assirelli Ada, AVALLONE ALESSANDRO, Averna Angela, Azzali Micio Gianfranco, Azzolini Mario, Baglioni Andrea, Bagni andrea, Bagni Giuseppe, BAGNI VANIA, Bagnoli Rolando, BALDAZZI STEFANO, Baldi Aldo, Balducci Renata, Barberi Massimo, Barberini Dino, Barberini Dino, Barbieri Fiorentina, BARBIERI GIORGIO, Bardella Umberto, Baronti Mara, Barra Dino, BARRERA GIULIA, Barsotti Sergio, BATTANI MILENA, Bellacicco Fabio, Bellacicco Ezia, BELLANTONI ALESSANDRO, Bellatalla Luciana, BELLINI LUCIA, Beltrame Giuliana, Benati Fiammetta, Bendotti Angelo, Benelli Pino, BENFATTO RINALDO, Beretta Giorgio, Bergoglio Franco, bertani deliana, Bertani Giovanna, Berti Antonio, Bertolà Massimo, Bertorello Raoul, Bertuzzi Maurizio, Betti Maria Grazia, Betti Rosanna, Bettoli Gian Luigi, Bezzi Alessandro, Biagini Margherita, Biagioni Moreno, Bianchi Alessandro, Bianco Adele, BICCHI LORENZO, Bini Mauro, Biondi monica, Bisconti Carlo, Bisi. 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Written by perlademocrazia

23 febbraio 2009 a 17:07

46 Risposte

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  1. D’accordo. È un’ultima possibilità, anche perché, altrimenti, dall’estinzione non ci sarebbe ritorno.

    Carlo Vodret

    24 febbraio 2009 at 07:22

  2. Son d’accordo.

    Andrea Pubusa

    24 febbraio 2009 at 09:24

  3. sottoscrivo l’appello anche se scetticamente. Occorre raccogliere la *sinistra dispersa* che è nel Paese.

    agaragar

    24 febbraio 2009 at 12:37

    • Occorre essere di sinistra per schierarsi con Gaza, per battersi contro il ddl pdl-binetti-pivetti-rutelli & C. sul testamento biologico?

      Dino Barberini

      25 febbraio 2009 at 18:32

  4. perchè non lanciate seriamente l’appello on line, ad esempio utilizzando:
    http://www.petitiononline.com/petition.html
    E’ GRAUTITO!! e passeremmo ben presto da 600 a sessantamila!!
    Dino Angelini – Reggio Emilia (io ho già firmato con mia moglie deliana bertani ed ho messo l’appello in un blog di un grupo di 120 persone che da fine novembre hanno fatto a Reggio più di tutta la sinistra radicale ufficiale) ciao
    (il mio cell.: 349 71.90.911)

    Dino Angelini

    24 febbraio 2009 at 13:07

  5. ok, io firmo ma mi piacerebbe sapere se c’è anche un programma

    felicita valesi ferrero

    24 febbraio 2009 at 14:12

    • Anch’io ho aderito alle stesse tue condizioni. Confesso che, con Soru e Marino, tengo anche una gamba nel PD

      Dino Barberini

      25 febbraio 2009 at 18:22

  6. ok, io firmo ma mi piacerebbe pure vedere un programma….

    felicita valesi ferrero

    24 febbraio 2009 at 14:13

  7. C’è una grave mancanza nel testo dell’appello. Non si parla di lavoro dipendente e precario, licenziamenti, caduta del potere d’aquisto. Abbiamo deciso che i lavoratori non ci interessno più? Se la sinistra non è più in grado di rappresetartali/ci si suicida.

    Gianni Colussi

    24 febbraio 2009 at 15:52

  8. ho già dato la mia adesione dimenticando la firma.
    Dubito che i partiti aderiscano e appoggino l’iniziativa perciò occorre prevedere come farne a meno, cosa che aumenterebbe i consensi, i voti.
    Mi pare anche che occorra divulgare di più l’iniziativa possibilmente con il massimo di comunicazioni e-mail

    alberto albertini

    24 febbraio 2009 at 17:24

  9. sinistra unita

    Stefano Incani

    24 febbraio 2009 at 20:02

  10. Speriamo

    Gianluca Scroccu

    24 febbraio 2009 at 21:43

  11. UNITI a sinistra AVREMMO POTUTO VINCERE IN
    PASSATO POTREMO VINCERE IN FUTURO

    MARCELLA DE NEGRI

    marcella de negri

    25 febbraio 2009 at 00:07

  12. che senso avrebbe un arcobaleno 2 in cui i partiti partecipano come compartimenti stagni e dopo le elezioni non proseguono alcun tipo di discorsi insieme?

    mattia

    25 febbraio 2009 at 01:11

  13. speriamo che le firme siano tante, ma sopratutto chi non andava a votare per sfiducia ricominci a votare di nuovo

    CAVASSA CINZIA

    25 febbraio 2009 at 07:14

  14. sono d’accordo con questa soluzione provvisoria per non essere esclusi attraverso lo sbarramento dalla rappresentanza nel Parlamento Europeo. Sono convinto che in questo momento un numero maggiore del 10% non ha rappresentanza politica.

    Danilo Cucini

    25 febbraio 2009 at 10:10

  15. Sostengo con convinzione l’appello per una lista unica della sinistra alle prossime elezioni europee.
    Ivan Nardone
    CPN Partito della Rifondazione Comunista
    Responsabile Nazionale Agricoltura

    ivan nardone

    25 febbraio 2009 at 14:18

  16. Firmo, ma bisognerebbe ricordarsi anche che stiamo votando per il parlamento europeo, quindi qualche accenno a che cosa andranno a fare gli eventuali nostri rappresentanti a Brussel non sarebbe fuori posto. Cerchiamo di uscire (hai visto mai) dal nostro berlusconi-centrismo.

    Vincenzo

    25 febbraio 2009 at 15:03

  17. In astratto la proposta certo appare del tutto condivisible.
    Ma in concreto non credo proprio che raccolga quella critica che è emersa nel corpo elettorale in occasione delle scorse elezioni politiche.
    Noi tutti forse siamo ancora troppo reticenti nell’indagare a fondo la sconfitta della Sinistra Arcobaleno.
    Sembra quasi che si sia rimossa una esperienza nei confronti della quale forte era l’aspettativa e. quindi comprensibilmente grande la delusione.
    Già “l’aspettativa”, ma di chi?
    Forse non è stata considerata una esperienza “debole” sul piano politico, culturale e della identità, dalla gran parte dell’elettorato di sinistra?
    Può essere sufficiente la “depurazione” dalla lista di tutti i suoi dirigenti? di tutti quei soggetti che sono stati considerati non riducibili “ad unum”?
    E’ probabile che il tempo non sia ancora questo.
    Per comprendere quale sia la cifra della ricostruzione della identità della sinistra futura, dobbamo prendere atto che ad oggi non esiste nell’immaginario collettivo un’idea forte capace di segnare le coscienze e spingerle, quantomeno a dare il voto ed a considerarlo utile.
    Il percorso non può quindi che essere ancora abbozzato.
    Dico abbozzato perché non è detto che sia condiviso da tutti.
    Non a caso la sinisra arcobaleno “muore nell’uovo” come diciamo dalle mie parti, cioè comincia a squalificarsi già nei differenti atteggiamenti all’interno del governo Prodi e della sua maggioranza.
    In questi mesi ci siamo arricchiti di quel movimento chiamato l’onda, ma quanto di quelle critiche erano rivolte anche alle scelte del governo Prodi in tema di difesa della scuola pubblica e della ricerca?
    E questo per citare solo un tema.
    Ma urge difendere la democrazia dal progetto neo populista, viene giustamente ricordato.
    La difesa della democrazia in Italia è riuscita quando si è scelto di costruire uno schieramento sociale e “politico” ampio e tra “diversi”.
    Si è spesso perduta la partita quando si sono volute annacquare le diversità e le peculiarità.
    Non possiamo ripetere gli errori, sarebbe diabolico.
    Per costruire una forte opposizione sociale occorre prendere atto delle diversità e costruire nel rispetto di esse.
    Ma a questo punto il tema sembre essere altro: tra le tante anime della sinistra c’è almeno un giudizio comune sulla prospettiva politica di questo Paese?
    Hanno una comune prospettiva chi si augura la nascita della nuova socialdemocrazia (che sarebbe oggi comunque una gran cosa, vista la gran confusione politica e culturale) e già ne annuncia l’adesione, con certo integralismo ambientalista(espressione di una idea di sviluppo diffuso in Italia) e con alcune culture “identitarie” che non considerano il governo a tutti i costi il “fine ultimo” della politica di sinistra?
    La presentazione di una lista richiede un minimo di progetto comune, che può essere credibile o meno, questo saranno gli elettori a deciderlo.
    Proprio questo progetto comune è mancato alla Sinistra Arcobaleno.
    E non è un caso che in questi mesi non sia successo nulla in questa direzione: le differenze tra culture e uomini non lo hanno permesso.
    Né, dobbiamo essere obiettivi, si è lavorato molto in questa direzione: il dibattito è stato spesso ridotto solo alle scelte elettorali, com’é purtroppo d’abitudine a sinistra.
    Prendiamo atto del tempo.
    Prendiamoci quel, poco a tanto, che esso ci può dare.
    Evitiamo, questo sì, di cancellare la sinistra dalla mente e dal cuore degli italiani, rieditando artifici dal senso solo elettorale.

    Marcello

    25 febbraio 2009 at 15:29

  18. Presentarsi uniti è fondamentale. Che la sinistra sia fuori dal parlamento italiano è già un fatto grave, ma indebolire anche la sinistra al parlamento europeo sarebbe gravissimo considerato l’influenza che le direttive UE hanno sulle legislazioni nazionali.

    Chiara

    25 febbraio 2009 at 17:19

  19. i compagni hanno ragione: c’è uno sciocco e settario identitarismo

    Riccardo Liso

    25 febbraio 2009 at 17:22

  20. Anche in provincia di Frosinone se Pd e Pdl andranno verso l’inciucio, come sembra, questa volta addirittura durante la campagna elettorale e non nel palazzo, a Piazza Gramsci, è bene che intervengano in questa fase i partiti della Sinistra e i comitati che si stanno impegnando per la riduzione delle bollette dell’acqua con un ao piu’ liste.

    Frosinone

    25 febbraio 2009 at 18:02

  21. Votiamo questa lista per fermare quel pericolo per la democrazia che oltra al berluska è quel buzzurro,mafioso,imbroglione di Di Pietro,qualunquista e fascistoide

    no berluska, no di pietro

    voto la lista del Manifesto

    Red

    25 febbraio 2009 at 21:32

  22. Ma escludere i dirigenti dei partiti basta a farne una proposta nuova?
    1. intellettuali, accademici, personalità di spicco dei movimenti, dei sindacati, giornalisti non sono meno responsabili della crisi attuale della società italiana rispetto ai politici. se si dice che è una crisi valoriale, culturale e d’indentità come si fa a pensare che la colpa sia solo degli sparuti dirigenti dei partiti della sinistra e non di tutti coloro che ruotavano a vario titolo intorno ad essi (compresi i firmatari dell’appello)?
    2. molti dei politici candidati con l’arcobaleno erano già sconosciuti ai più. come farà la gente a capire che questi candidati sono altri e diversi?
    3. non verranno scelti certo “comuni cittadini” come si è detto…cosa vuol dire poi questa cosa? fornai? edili? pasticceri? impiegati delle poste? e in eventuali primarie come farebbero a vincere da perfetti conosciuti? certamente verrebbero candidati intellettuali e personalità di spicco o anche portaborse dei dirigenti che si fanno uscire dalla porta e rientrano dalla finestra…tutti questi sarannno da un lato comunque corresponsabili della crisi attuale (vedi 1) e dall’altro sconosciuti dunque nn distinguibili dalle figure dell’arcobaleno (vedi 2).

    Tatiana

    25 febbraio 2009 at 23:33

  23. No ad un cartello elettorale

    luca

    26 febbraio 2009 at 00:48

  24. una sinistra che vada dal partito socialista a il partito comunista dei lavoratori, ma che senso ha?
    e soprattutto i firmatari dell’appello con che faccia chiedono ai partiti un passo indietro? VERO AGOSTINELLI….

    fabio

    26 febbraio 2009 at 00:53

  25. Aderisco!!!
    presentiamo idee ed anche persone belle (non conta l’età) per ritornare ad esserci mandando a casa gli attuali dirigenti della sinistra che sembrano pervasi soltanto da un deleterio “cupio dissolvi”.

    Salvatore FALCO

    26 febbraio 2009 at 05:34

  26. Già dalle politiche avevo auspicato una lista unitaria di tutta la sinistra perchè oggi il rischio è di passare da una sinistra politica di testimonianza (perchè avere il 4-5% è questo) all’inesistenza totale di essa. Questo deve essere il programma: salvare la sinistra politica dall’estinzione, un pò come i panda cinesi, sperando in un suo ripopolamento. Sulla faccenda che siano esclusi i dirigenti, non mi pare dirimente. Anzi lascerei a loro di azzuffarsi per fare le liste.
    Ps. la scomparsa della sinistra politica non significa la scomparsa del conflitto sociale, cioè della sinistra sociale, ma solo che per i prossimi 50 anni non c’è pericolo di vincere la guerra, al più si può vincere qualche scaramuccia.

    raffaele principe

    26 febbraio 2009 at 08:27

  27. è ovvio che che la sinistra deve presentarsi unita alle europee o al massimo come cartello di piu’ sigle ma la scissione vendoliana non aiuta nè i presupposti di essa che tendono erroneamente a cercare una posizione moderata che finisce per appiattirsi sul PD ,invece una sinistra incisiva oppositiva critica rispondente ai bisogni dei ceti salariati sarebbe utilissima per smarcasi dlla palude in cui versa il PD che rischia di fra restare in sella Berlusconi ancora per molti anni !.

    gastaldo paolo

    26 febbraio 2009 at 08:50

  28. Scusate, personalmente mi sembra riduttivo dire che c’è chi è contrario perché ricorda l’arcobaleno. Usciamo per un attimo dalle inutili e futili discussioni della nostra politica e guardiamo a queste elezioni con occhio europeo.
    E con occhio europeo quanto voi proponete è profondamente sbagliato. Si può fare una lista dove poi c’è chi andrebbe nel GUE (PRC e PdCI), chi nel PSE (SD e PSI), chi nei verdi (gli omonimi) e addirittura chi tra i liberali (i radicali, visto che l’apertura di certa sinistra riguarda anche loro).
    Io personalmente non mi sognerei mai di contribuire con il mio voto ad eleggere chi confluirebbe poi nel PSE, votando leggi anti-immigrati e garantendo all’europa quel ruolo di fortezza inespugnabile per migliaia e migliaia di disperati che fuggono dalla miseria e dalla guerra.
    Non mi sognerei mai di votare chi porta avanti a livello europeo scelte liberiste (il PSE). Chi è corresponsabile di questa grave crisi e dell’impoverimento delle classi lavoratrici (Blair in Inghilterra, Schroeder in Germania, e i vari PdC Ulivisti o unionisti in Italia).
    Le beghe interne fortunatamente non riguardano l’europa. E allora personalmente ho fatto una scelta. Quella di votare chi poi finirà nel GUE e solo una lista dove i candidati potranno andare in questo gruppo.
    Il resto non mi interessa.
    Poi di sinistra possiamo parlare. Perché della falce e martello o della parola comunista non mi reputo un fanatico.
    Quello che mi rende perplesso è la pochezza del progetto politico portato in alternativa.
    Ed è quello che poi mi spinge a dire che una evenutale lista di sinistra – che voi auspicate, e che fortunatamente mi sembra non si realizzerà – non coglierebbe di certo il mio voto. Dopo 7 anni di diritto e 19 votazioni, mi vedrei costretto alla mia prima astensione.

    Andrij83

    26 febbraio 2009 at 08:54

  29. […] a comment » Per leggere il testo | per firmarlo | per iscriversi all’assemblea del 7 […]

  30. I dirigenti, i partiti, i movimenti, i compagni a sinistra del pd che rifiutano la possibilità di presentarsi uniti alle elezioni europee dovrebbero fare il santissimo piacere di spiegare:
    1. in che cosa differiscono i modelli di società che si propongono e cosa rende queste differenze insormontabili
    2. in che cosa differiscono i programmi su cui si chiede il voto agli elettori e cosa rende queste differenze insormontabili
    3. in che cosa differiscono le modalità operative, le tattiche che le diverse organizzazioni utilizzano per il raggiungimento degli obiettivi e cosa rende queste differenze insormontabili
    Considerata la certezza della marginalità cui una tale parcellizzazione dei voti relegherebbe la sinistra, vorrei che a noi elettori, ma anche a quanti di noi sul territorio si danno da fare, si spiegasse per quale motivo dovremmo rinunciare almeno ad una gita fuori porta per perdere tempo a votare, se non al nostro tempo per fare una campagna elettorale del tutto inutile al fine di ottenere una rappresentanza politica non marginale delle nostre istanze.

    guido silipo

    26 febbraio 2009 at 17:11

  31. CONDIZIONI
    c’è una sola condizione affinché l’idea possa vincere senza peraltro essere una garanzia: la preliminare esclusione dei partiti con le relative interminabili discussioni, patteggiamenti.
    L’idea mi pare fatichi a concretizzarsi, emerge anche dai commenti. Mille adesioni sono pochissime, occorre più divulgazione.
    L’assemblea dovrebbe essere preparata preliminarmente via web. Il programma definito nei punti essenziali ma non in modo generico.
    Riconoscere che il programma può essere quello condiviso dalla maggioranza ma che la realizzazione tutto e subito è destinata ai già noti insuccessi: lista delle priorità possibili e/o necessarie.
    Sperimentare le connessioni web divulgando il link adesione a tutte le mail di ciascun aderito.
    Fare una statistica delle idee o un modulo da compilare per facilitare la statistica.
    Esiste la convinzione che sia possibile raccogliere un ampio consenso scardinando l’involuzione cui è giunta la politica attualmente, non si può pensare di fare una nuova politica senza mutare il modo di fare politica.
    Dunque si pongono delle premesse inderogabili prima di affrontare il programma nel dettaglio:
    i politici, i funzionari dello stato, non godono di immunità e sono soggetti a pene raddoppiate per i reati commessi durante l’incarico.
    Chi è oggetto di indagine deve sospendere l’attività fino a indagine conclusa e dimettersi in caso di sentenza a carico.
    Non sono ammessi conflitti di interesse.
    Istituire un sistema di controllo del controllo.
    Fondare una scuola superiore per la formazione dei funzionari di stato.
    Rimodellare la struttura dello stato: comuni- province-regioni per ridurre gli sprechi.
    Nuovi criteri di finanziamento delle strutture dello stato.
    Attuazione della costituzione, in particolare: Scuola privata senza oneri per lo stato. Stato laico ed eventuale revisione del concordato.
    Lotta al clientelismo.
    Niente alleanze politiche di compromesso.
    Prestiti forzosi allo stato da parte delle grandi rendite finanziarie.
    Recupero degli emolumenti e addebito dei danni subiti per cattiva amministrazione.
    Moralizzazione emolumenti stipendi bonus benefit ecc.
    Proprietà o controllo pubblico di tutti i servizi essenziali.
    Programmazione economica.
    a.a.

    alberto

    26 febbraio 2009 at 23:05

    • Sarebbe utile pubblicare qui l’elenco di chi ha sottoscritto l’appello. Io l’ho “firmato” per e-mail prima dell’apertura del blog: se per un qualche disguido non ritrovassi il mio nome lo rifarei dal nuovo form…

      salvatore giordano

      27 febbraio 2009 at 16:14

  32. Se non c’è un progetto politico, perchè gli elettori di SX devono sostenere coloro che lo hanno distrutto?
    Ho firmato tanti appelli prima delle elezioni, poi dopo che hanno occupato i seggi ogni uno ha fatto …..
    per essere credibili, nessuno dei vecchi politici che ha distrutto la SX in Italia deve fare parte della lista!

    P.P.

    27 febbraio 2009 at 10:40

    • concordo e su questo bisogna insistere

      alberto

      28 febbraio 2009 at 12:10

  33. Aderisco sono un compagno iscritto a Rifondazione della federazione di Bergamo, e pur non uscendo da Rifondazione, concordo pienamente con la proposta che esce da questo appello. Per cui aderisco.
    Edo Facchinetti
    Co-operatore sociale

    Edo

    27 febbraio 2009 at 11:30

  34. Una domanda a Nichi Vendola..
    E’ vero quanto sostiene il Corriere della sera di questa settimana, precisamente di Lunedì, che tu hai dichiarato che faresti una lista anche con l’UDC?
    Non sono riuscito a capire se a livello regionale, o a quale livello..
    Ciao
    Edo

    Edo

    27 febbraio 2009 at 11:36

  35. Se ci limitiamo soltano a liste di nomi (per carità, importante anche quesato passaggio!) e ci dimentichiamo del programma da contrapporre a quello becero della destra, non si va da nessuna parte. Eppure, un programma ce l’avremmo, ma non se ne fa cenno in nessuno documento della costruenda SINISTRA: è la Costituzione della Repubblica Italia, un vero programma di governo, molto migliore di quella fesseria in 300 pagine del governo Prodi, inattuabile anche perchè illeggibile. Il testo della nostra Costituzione, esemplare sotto il profilo dottrinale, giuridico, etico, programmatico (e tuttavia non ancora del tutto attuato, anzi in via di smantellamento sotto gli occhi socchiusi delle cosiddette forze democratiche), è anche un capolavoro linguistico per la sua limpidezza lessicale. Gridiamo ai quattro venti che il nostro programma è tutto quanto sta scritto nella Costituzione.

    VITO SATURNO

    27 febbraio 2009 at 13:48

  36. Sootoscrivo l’appello e propongo che la lista unitaria ed aperta si chiami

    FRONTE POPOLARE

    Credo che rappresenti meglio quello che dovrebbe essere nell’attuale situazione per e nella sinistra l’unità delle sue componenti diverse ma non conflittuali

    Credo che rappresenti meglio la necessità improrogabile di unirsi per fronteggiare la crisi economico – sociale, l’attacco padronale e l’involuzione autoritaria che ne è l’inevitabile corollario.

    Credo che interpreti meglio la sostanza della proposta politica sia al sempre più insofferente corpo elettorale del Partito Democratico, della sinistra cosiddetta radicale, che al variegato e decisivo mondo dell’astensionismo di sinistra.

    federico

    1 marzo 2009 at 16:03

  37. per una sinistra unita

    lorenza

    2 marzo 2009 at 00:06

  38. sottoscrivo, pur con molti dubbi:
    _perchè non so’ se la separzione,pur certo apprezzabile, fra partiti e rappresentanza istituzionale sia perseguibile in questo modo che mi sembra un tantino semplicistico;
    _perchè, come tanti, temo poi che sui programmi si aprano i soliti abissi e si ricada nell’arcobaleno o, nel migliore dei casi, in un semplice sostegno della solita vuota rappresentaza istituzionale;
    _perchè credo che al centro andrebbe messa la partecipazione e i criteri di decisione e rappresentanza (basta maggioranze e gente che fà delle cariche politiche la propria vita!!)
    _perchè credo che il movimento che sembra in fase di costruzione poi a livello locale sia quello dei soliti che cercano un riciclaggio, che lavorano con i soliti metodi mentre la partita si giocherebbe proprio x nuovi medodi di coinvolgimento e nuovi radicamenti nel locale

    fabrizio

    4 marzo 2009 at 10:01

  39. EUROPEE:FATE UN PASSO AVANTI

    Noi di “OLTRE IL QUATTRO” aderiamo alla lettera di Giuseppe Tamburrano del 21 febbraio 2009, poiché ne condividiamo in pieno le valutazioni, a cominciare dalla parola d’ordine: “Primum vivere deinde philosophari”.Essa, a nostro avviso, non svaluta minimamente il dato politico e ideologico che, nella fase di emergenza elettorale, passa in secondo piano rispetto a quello tattico e numerico. Suicida semmai sarebbe il sovrapporli.
    Da un nostro sondaggio su un campione rappresentativo di intenzionati al voto nell’area dell’opposizione e di incerti risulta che una (solo una) lista unita potrebbe quasi raddoppiare i voti del bacino potenziale che altrimenti avrebbero i vari partiti e raggruppamenti divisi.
    VERSO IL BARATRO
    La presenza di anche solo due liste diverse avrà infatti l’effetto di scoraggiare i simpatizzanti delle liste stesse e di ricacciare gli altri nell’astensionismo.E questo è proprio il quadro che si sta delineando. Sia l’accorpamento Sd/Vendola/verdi/socialisti, sia l’alleanza PRC/Diliberto, per non citare radica-li/socialisti/ecc, si sforzano di promettere un improbabile superamento della soglia, quando oggi l’elettorato ha invece bisogno, per scuotersi dall’indecisione, di una certezza. Intanto, nel variegato di-battito che ruota attorno ai vari appelli all’unità, persistono teorie tra l’ingenuo e il superfluo: da chi auspica il sorgere dal sociale di nuove forze motrici a chi invita i partiti a fare passi indietro. Proviamo a immaginare le condizioni critiche del paese nel periodo elettorale. Non sottovalutiamo l’effetto so-stanziale e mediatico della sconfitta. A quello, già pesante, elettorale e politico, si aggiungerà devastan-te e definitivo quello culturale.
    PROPOSTA
    Chiediamo a Voi, primi e autorevoli firmatari dell’appello per una lista unica di fare un passo avanti, per aggiungere alle maglie delle componenti politiche l’anello mancante. Un comitato di garanti,
    unico, in grado di chiedere alle formazioni in campo un brevissimo “stand by” in funzione di un tenta-tivo più avanzato. Un termine strettissimo ( due settimane?) dopo il quale, in mancanza dell’ adesione delle due principali formazioni nella loro totalità, tutta l’operazione dovrà considerarsi fallita.
    LA “LISTA UNICA DELLE SINISTRE”
    – la “Lista Unica” non è un nuovo “Arcobaleno”, perché non si propone un progetto politico comune tra diversi con un programma da condividere, ma un progetto elettorale
    – l’obiettivo comune sarà esclusivamente quello di superare la soglia del 4%
    – ogni gruppo e partito aderente alla Lista indicherà da uno a tre candidati
    – il Comitato di Garanti avrà il compito di garantire pari dignità nella stesura della lista e di coordinare la campagna elettorale con l’indicazione di un “Codice minimo di propaganda”. Ognuno farà campagna elettorale coi propri simboli e parole d’ordine, concludendo, opportunamente con “…i comunisti sono nella lista unica”, oppure “…i verdi sono nella lista unica”, o ancora “…i socialisti sono nella lista uni-ca” e così via. – i tre o più seggi ottenuti andranno ai candidati che avranno ricevuto il maggior numero di preferenze.
    – la Lista non mette in discussione l’identità politica dei gruppi partecipanti e non impone loro alcun obbligo di mandato parlamentare; ogni eletto potrà posizionarsi liberamente nel Parlamento Europeo, rispondendo solo ai propri elettori di riferimento.
    Laboratorio collettivo “OLTRE IL QUATTRO”
    Siamo un gruppo di lavoratori, tra cui professionisti della comunicazione, ricercatori, artisti, insegnanti e studenti di vario orientamento politico, per la riconquista del diritto alla rappresentanza politica.

    Manlio Truscia

    4 marzo 2009 at 22:48

  40. Ok, aderisco all’appello, anche se non ho ben capito come verranno scelte le candidature.
    Mi sento però di dire una cosa: se la lista unica non si farà o se si organizzerà la solita accozzaglia(mascherata da lista uniaria!!) di dirigenti di partito che hanno l’unico obiettivo di essere eletti, non ci resta che votare PD.

    Damiano Nisticò

    5 marzo 2009 at 21:49

  41. Si può fare di peggio: andare alle elezioni così, come pare si stia facendo. Credo che dovremmo essere chiari e realisti. L’idea di presentarsi articolati per prendere i voti delle varie ramificazioni ideologiche, implica perdere i voti della potenziale maggioranza di sinistra. Non servono diversi partiti ma un programma. Non servono uno o più partiti verdi quando l’idea ambientalista deve fare parte del partito progressista. Non serve il tutto e subito ma il possibile, l’urgente, convogliando tutte le energie sui grossi problemi. Non per i partiti, ma per il programma occorre chiedere il voto. Concretamente, penso che qualcuno deve farsi carico di presentare il partito. Che si chiami Fronte Popolare o La Sinistra, occorre lo scatto di energia e lucidità che i delusi si attendono. Diversamente tutti criticano tutti discutono e non vorrei che questo fosse l’oggetto delle loro soddisfazioni.
    Per cominciare:

    1.i politici, i funzionari dello stato, non godono di immunità e sono soggetti a pene raddoppiate per i reati commessi durante l’incarico.
    2.Chi è oggetto di indagine deve sospendere l’attività fino a indagine conclusa e dimettersi in caso di sentenza a carico.
    3.Non sono ammessi conflitti di interesse.
    4.Istituire un sistema di controllo del controllo.
    5.Fondare una scuola superiore per la formazione dei funzionari di stato.
    6.Nuovi criteri di finanziamento delle strutture dello stato.
    7.Attuazione della costituzione, in particolare: Scuola privata senza oneri per lo stato. Stato laico ed eventuale revisione del concordato.
    8.Lotta al clientelismo.
    9.Niente alleanze politiche di compromesso.
    10.Prestiti forzosi allo stato da parte delle grandi rendite finanziarie.
    11.Recupero degli emolumenti e addebito dei danni subiti per cattiva amministrazione.
    12.Moralizzazione emolumenti stipendi bonus benefit ecc.
    13.Proprietà o controllo pubblico di tutti i servizi essenziali.
    14.Programmazione economica.

    allotropico

    8 marzo 2009 at 00:03

  42. Spero che qualcuno con un po’ piu’ di voce di me voglia leggere questa mia breve riflessione ed eventualmente farla propria. Mi rivolgo in particolare a Rossana Rossanda e Valentino Parlato. Vi pregherei di inoltrare loro questo mio messaggio.

    Possibile che nessun partito di sinistra riesca a capire che il fallimento della Sinistra Arcobaleno e’ stato causato in grandissima parte dal sistema elettorale attualmente vigente? Sono migliaia le persone che, tappandosi il naso, hanno votato PD sperando che ricevesse un premio di maggioranza e non pensando che questo significasse far scendere la Sinistra Arcobaleno al disotto della soglia del 4% (la somma dei singoli partiti che la componevano faceva pensare almeno ad un 10%). Sono certo che il vero sconfitto delle scorse elezioni debba essere considerato il PD (a causa della sua politica sempre piu’ centrista), non la Sinistra (Arcobaleno o comunque la si voglia chiamare). Questa considerazione oggi e’ valida piu’ che mai: il fatto che gli scampoli di partiti di sinistra che ancora esistono si rinchiudano in uno sterile isolazionismo ci riempie solo il cuore di tristezza. Se nessun partito sostiene l’idea di una lista unica, facciamola comunque! Bisogna dare una possibilita’ a chi si sente ‘di sinistra’ di poter esprimere il proprio credo (o sistema di valori) al di la’ della logica dei partiti.

    Lorenzo

    8 marzo 2009 at 17:23


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