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	<title>Europee 2009. Per la Democrazia.</title>
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		<title>Elezioni, dove rompere l&#8217;uovo?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 10:37:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Guglielmo Ragozzino Parlava Paul Ginsborg alla Casa del popolo di via S. Bartolo a Cintoia, Firenze. Cercava di spiegare perché sia necessaria una lista unica per le elezioni europee. Raccontava di avere vissuto con grande disagio una diatriba nella sinistra americana, divisa tra un partito comunista e due partiti socialisti trotzkisti, a loro volta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=93&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Guglielmo Ragozzino</strong></p>
<p>Parlava Paul Ginsborg alla Casa del popolo di via S. Bartolo a Cintoia, Firenze. Cercava di spiegare perché sia necessaria una lista unica per le elezioni europee. Raccontava di avere vissuto con grande disagio una diatriba nella sinistra americana, divisa tra un partito comunista e due partiti socialisti trotzkisti, a loro volta in inconciliabile disaccordo sul sostegno da offrire a Timor est. Da grande storico delle cose italiane, Paul era a conoscenza della suscettibilità nazionale e aveva cercato un esempio agli antipodi, ma era chiaro cosa intendesse.</p>
<p>A me (scriverò in prima persona singolare, contro l&#8217;uso) e a un mio amico da sempre, del tutto fuori dai giochi politici, ma importante nella società civile e arrivato da lontano per rendersi conto direttamente dello stato delle cose, le parole dello storico richiamarono la controversia, sfociata in guerra accanita, tra Lilliput e Blefuscu sul modo di aprire l&#8217;uovo da bere, rompendo il guscio dalla parte grossa o da quella piccola. Una vera e propria guerra di religione, come ci ha raccontato Lemuel Gulliver, il più grande inviato di tutti i tempi. So che questo esempio verrà accantonato dal ceto politico dei partiti di sinistra con un senso di fastidio, se mai ne verrà a conoscenza. E&#8217;ovvio che il guscio si rompe dalla parte&#8230;. Già, da quale parte si rompe il guscio senza urtare l&#8217;ortodossia? E qual è l&#8217;ortodossia? <span id="more-93"></span></p>
<p>Senza tentennamenti, in difesa dei propri colori e dei propri simboli, i compagni rappresentanti di organizzazione intervenuti a Firenze hanno chiarito come la memoria del movimento e la storia futura stessero dalla loro parte; l&#8217;avere camminato con altri, l&#8217;indegna parte avversa, era un errore, irripetibile. Un tempo anch&#8217;io ragionavo così; e anzi disprezzavo le mezze misure. Concordavo profondamente con la prima pagina del primo numero del manifesto quotidiano che condannava il riformismo come pericolosa eresia. Una pagina bellissima, appesa in redazione come un cimelio, anche se il pensiero sul riformismo si è evoluto, tra di noi della redazione e perfino tra i più irriducibili di noi. Ho imparato, nel corso del tempo che si può essere nello stesso tempo riformisti e rivoluzionari, su questioni diverse, e perfino conservatori su altre. Una persona viva è tante cose insieme.</p>
<p>Per esempio Luigi Pintor sosteneva che il latino fosse indispensabile per la nostra cultura e formazione nazionale. Io pensavo che fosse un errore, una vera palla al piede, una forma di divisione di casta e di dominazione. Ora penso più semplicemente che avevamo un&#8217;idea diversa sul latino, dovuta forse a insegnanti più o meno competenti. Giorni fa una ragazza ha detto, durante una cena, che «I Promessi sposi» sono un romanzo insopportabile. Avrei voluto rampognarla, ma era quasi l&#8217;8 marzo, moratoria per le discussioni con le donne, e non l&#8217;ho fatto. Ripensandoci ho capito che il suo era lo stesso atteggiamento anticonvenzionale che avevo io discutendo di latino con Pintor. Occorre essere tolleranti con gli errori degli altri. E arrivare al punto, anche se capisco che è difficile, di immaginare per un attimo che non siano errori, ma punti di vista differenti.</p>
<p>Col tempo ho imparato che nessuna persona umana ha un unico impegno, una militanza soltanto. Amartya Sen si diverte a fare gli elenchi delle appartenenze: una donna non è una cosa soltanto, ma è al tempo stesso, tutte in una volta, indiana, musulmana, maestra di scuola, attiva nel sindacato, amante della musica jazz, suonatrice di sitar, ecc, ecc. Io ho provato a descrivere mentalmente altre persone, a cominciare da quelle che mi stanno intorno. E&#8217; difficile, non si va mai molto avanti, ma si riesce poi a capire meglio con chi si ha a che fare; e, finalmente, che si tratta di persone come me, disordinate come me, con pari diritti e pari aspirazioni. Un&#8217;altra cosa che ho imparato è che si può cambiare idea.</p>
<p>Ho cambiato idea sul ponte di Messina, quando ho saputo che non si poteva camminarci sopra come sul ponte nuovaiorchese di Brooklyn o sul Golden Gate Bridge di S. Francisco. Ho cambiato idea sul nucleare. Ai tempi del Candu, il reattore canadese, credevo fosse una forma di liberazione umana contro la natura matrigna. Poi ho imparato che non è matrigna la natura ma siamo noi umani a devastare e dilapidare. La tradizione comunista, in Italia, dentro e fuori il Pci, dentro e fuori la nuova sinistra, era nuclearista. Più o meno, tutti hanno cambiato idea. In ogni caso, se cambio idea io, devo ammettere che anche gli altri possano farlo, ma non strumentalmente, non per ipocrisia o calcolo deteriore, ma perché hanno imparato, hanno raggiunto un livello di conoscenza migliore, proprio come me. Questo atteggiamento più laico nei confronti del cambiare idea, proprio e altrui, l&#8217;ho imparato da Vittorio Foa.</p>
<p>E&#8217; un errore impedire agli altri di avere ragione anch&#8217;essi, rinfacciare loro di avere visto la luce, di avere capito la verità un po&#8217; dopo, o molto dopo. Non esiste un tempo massimo. Tutto sta a non fare danni irreparabili. Meglio: ogni danno è riparabile, solo che ci vuole più tempo. Magari un paio di generazioni. Forse con questo intendimento, ma forse è presuntuoso da parte mia attribuirglielo, gli autori dell&#8217;appello sul manifesto del &#8230;.che ha dato origine alla discussione del 7 marzo a Firenze, presso la Casa del popolo di Via S. Bartolo a Cintoia, hanno scritto una lettera ai responsabili politici dei partiti della sinistra in procinto di dividersi per le elezioni europee di giugno, chiedendo una moratoria di una decina di giorni prima della decisione finale. Se sarà possibile un passo indietro e un accordo, benissimo. Altrimenti andrò a votare, disciplinatamente, rispettando il modo di rompere l&#8217;uovo in cui credo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/perleeuropee.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/perleeuropee.wordpress.com/93/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=93&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;assemblea di Firenze chiede una &#8220;moratoria&#8221; sulla liste della sinistra e propone due Forum sulla crisi dell&#8217;economia e della democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[250 persone hanno partecipato sabato 7 marzo a Firenze, alla Casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, all&#8217;assemblea promossa dall&#8217;appello &#8220;Per una lista unica della sinistra&#8221; alle elezioni europee. Rispondendo all&#8217;invito, diversi rappresentanti delle forze politiche hanno partecipato all&#8217;incontro &#8211; Maurizio Acerbo per Rifondazione comunista, Fabio Roggiolani per i Verdi, Arturo Scotto per Sinistra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=91&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>250 persone hanno partecipato sabato 7 marzo a Firenze, alla Casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, all&#8217;assemblea promossa dall&#8217;appello &#8220;Per una lista unica della sinistra&#8221; alle elezioni europee. Rispondendo all&#8217;invito, diversi rappresentanti delle forze politiche hanno partecipato all&#8217;incontro &#8211; Maurizio Acerbo per Rifondazione comunista, Fabio Roggiolani per i Verdi, Arturo Scotto per Sinistra democratica, Nichi Vendola per il Movimento per la sinistra, , insieme ad altri esponenti politici.</p>
<p>La richiesta &#8211; sottoscritta finora da oltre 2000 persone &#8211; di una lista unica alle elezioni europee è stata sostanzialmente respinta dai responsabili dei partiti e delle forze della sinistra, che hanno ribadito la diversità dei progetti politici in campo. Ma la richiesta di unità è stata lanciata con ancora maggior forza dalle esperienze di tutta Italia presenti a Firenze, che esprimevano pratiche di lavoro unitario nella società civile e hanno dato vita a una discussione appassionata e costruttiva per far uscire i partiti della sinistra da una sterile autoreferenzialità.</p>
<p>A conclusione della giornata, i promotori hanno proposto di inviare una nuova lettera, spedita oggi, a tutti i responsabili dei partiti e delle forze della sinistra per chiedere una &#8220;moratoria&#8221; di una settimana sulle decisioni relative alle liste. Un ultimo, pressante appello al senso di responsabilità per evitare i rischi dell&#8217;astensionismo, della mancata rappresentanza della sinistra a Strasburgo in presenza dello sbarramento del 4%, di un&#8217;ulteriore deriva conflittuale della politica italiana.</p>
<p>Si è deciso di tenere aperto il sito <a href="http://www.perleeuropee.wordpress.com" target="_blank">www.perleeuropee.wordpress.com</a> come spazio di discussione unitaria, aperto ai contributi di tutti, e di sollecitare il quotidiano &#8220;il manifesto&#8221; &#8211; che ha aperto il dibattito sulla proposta di lista unitaria &#8211; a continuare in questo impegno.</p>
<p>Le esperienze che si sono incontrate all&#8217;assemblea di Firenze hanno confermato che il lavoro comune &#8211; nelle associazioni, nel sindacato, nei comitati locali, nelle scuole e università, nelle campagne dei movimenti &#8211; continuerà come in passato, costruendo dal basso una nuova politica per la sinistra. Per dare visibilità politica a questo lavoro comune, e per dare concretezza e contenuti alla discussione e ai programmi per le elezioni europee, i promotori hanno proposto di tenere due Forum &#8211; incontri promossi da una varietà di associazioni, campagne della società civile, sindacati, comitati locali &#8211; sui due temi centrali della politica italiana ed europea di oggi, in cui coinvolgere i partiti e le forze politiche della sinistra:<br />
<strong><br />
- Forum sulla crisi: economia, lavoro, società, ambiente, energia</p>
<p>- Forum sulla democrazia: rappresentanza, partecipazione, diritti, legalità</strong></p>
<p>La possibilità di organizzare i due appuntamenti prima delle elezioni europee sarà verificata nei prossimi giorni con un ampio arco di interlocutori coinvolti. Alcune disponibilità di città ad organizzare le iniziative sono già state manifestate. Invitiamo tutti i gruppi locali e a esprimere il loro interesse e impegno su queste proposte, utilizzando il sito e l&#8217;indirizzo mail <a href="mailto:perleeuropee@gmail.com">perleeuropee@gmail.com</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/perleeuropee.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/perleeuropee.wordpress.com/91/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=91&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lettera ai partiti, post assemblea</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 14:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla cortese attenzione dei/delle responsabili di PRC, PdCI, Federazione dei Verdi, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica Carissimi/e, l&#8217;assemblea di sabato scorso a Firenze &#8220;Per una lista unica della sinistra alle elezioni europee&#8221; ha ribadito la proposta dell&#8217;appello firmato in pochi giorni da oltre 2000 persone. L&#8217;appello e l&#8217;assemblea hanno dato voce alla richiesta che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=87&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla cortese attenzione dei/delle responsabili di<br />
PRC, PdCI, Federazione dei Verdi, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica</strong></p>
<p>Carissimi/e,</p>
<p>l&#8217;assemblea di sabato scorso a Firenze &#8220;Per una lista unica della sinistra alle elezioni europee&#8221; ha ribadito la proposta dell&#8217;appello firmato in pochi giorni da oltre 2000 persone.</p>
<p>L&#8217;appello e l&#8217;assemblea hanno dato voce alla richiesta che sale dal basso di una sinistra capace di unirsi per resistere all&#8217;offensiva della destra e di rilanciare il progetto di trasfromazione della società.</p>
<p>Vi chiediamo di sospendere per una settimana ogni decisione riguardante la presentazione di liste separate alle elezioni europee e di utilizzare questo tempo per esplorare tutte le possibilità per giungere ad una lista unica.</p>
<p>Ci offriamo come spazio imparziale per la discussione tra di voi, al fine di costruire le condizioni migliori per un confronto sereno e costruttivo nell&#8217;interesse della sinistra del nostro paese.</p>
<p>Dobbiamo superare le divisioni e i rischi di un forte astensionismo a sinistra. Dobbiamo rilanciare l&#8217;impegno comune su temi decisivi come quelli della crisi economica ed ambientale e i rischi per la democrazia.</p>
<p>L&#8217;assemblea ha espresso la volontà, a partire dall&#8217;iniziativa dell&#8217;appello, di continuare un percorso unitario di confronto in specifici incontri nazionali sui temi appena citati, nonche sul tema della rappresentanza, della crisi e del rinnovamento della politica.</p>
<p>E&#8217; importante raccogliere questa domanda di unità che viene da tanta parte dell&#8217;elettorato di sinistra, accantonando divisioni e contrapposizioni che possono essere superate.</p>
<p>Ciò che ci unisce è di gran lunga superiore a ciò che ci divide.</p>
<p>Chiediamo a tutti un gesto di responsabilità.</p>
<p>Cordiali saluti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/perleeuropee.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/perleeuropee.wordpress.com/87/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=87&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Assemblea di Firenze, i file audio da scaricare</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Marco Bazzichi, giornalista di Radio Radicale, è possibile ascoltare e scaricare tutti gli interventi tenutisi sabato scorso durante l&#8217;assemblea di Firenze. Buon ascolto<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=84&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Marco Bazzichi, giornalista di Radio Radicale, è possibile <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/274389/assemblea-nazionale-per-una-lista-unica-della-sinistra-alle-europee-2009" target="_blank">ascoltare e scaricare</a> tutti gli interventi tenutisi sabato scorso durante l&#8217;assemblea di Firenze.</p>
<p>Buon ascolto</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/perleeuropee.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/perleeuropee.wordpress.com/84/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=84&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Per la Democrazia</media:title>
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	</item>
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		<title>La relazione introduttiva dell&#8217;Assemblea per una lista unica</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luigi Ferrajoli 1. Poche parole introduttive sul senso e sul perché del nostro appello per un’unica lista della sinistra alle prossime elezioni europee: un appello che ha raggiunto oltre 2000 adesioni e che vuol essere al buon senso, alla ragione e, insieme, al senso di responsabilità dei vertici dei partiti dalle cui decisioni dipende [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=83&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Luigi Ferrajoli </strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>1. </strong> </span>Poche parole introduttive sul senso e sul perché del nostro appello per un’unica lista della sinistra alle prossime elezioni europee: un appello che ha raggiunto oltre 2000 adesioni e che vuol essere al buon senso, alla ragione e, insieme, al senso di responsabilità dei vertici dei partiti dalle cui decisioni dipende il futuro della sinistra. Sappiamo che attualmente i gruppi dirigenti dei vari partiti della sinistra sono orientati alla presentazione di almeno due liste. E tuttavia sentiamo il dovere di insistere e di ribadire le ragioni del nostro appello. Che sono molto semplici.</p>
<p>La prima: oggi la sinistra a sinistra del Pd, a causa dello sbarramento del 4%, rischia una sconfitta, e forse la scomparsa, vittima delle sue divisioni, delle sue rivalità interne e della stanchezza e della sfiducia che queste divisioni hanno seminato nel suo elettorato.<span id="more-83"></span></p>
<p>La seconda: questo rischio non può essere corso – il paese non può permettersi il lusso di correrlo – perché la presenza nelle istituzioni di una rappresentanza politica di sinistra è oggi più che mai necessaria per difendere la democrazia dalla deriva autoritaria, illiberale, antisociale e anticostituzionale in atto.</p>
<p>Stiamo infatti assistendo allo smantellamento, lento ma progressivo, della democrazia italiana, giunta al punto più basso della storia della Repubblica. I passi in questa direzione sono inequivoci e convergenti. Il loro elenco è lungo: l’involuzione populista del nostro sistema politico e la crescente confusione e concentrazione dei poteri – politici, economici e mediatici – nelle mani del presidente del consiglio; i conflitti di interesse, o meglio il primato degli interessi privati su quelli pubblici, al vertice dello Stato; gli attacchi del presidente del consiglio alla costituzione repubblicana, le sue manifestazioni di insofferenza per i limiti e i controlli legali e le sue aggressioni alla magistratura e agli altri poteri dello Stato; le leggi ad personam e quelle dirette a indebolire la giurisdizione nei confronti dei delitti dei potenti. E ancora: le campagne razziste contro i rom e gli stranieri; le leggi che introducono le ronde e quelle che privano di fatto gli immigrati dei diritti elementari alla salute, all’alloggio e ai ricongiungimenti familiari e le pulsioni razziste da esse alimentate; la vergognosa bagarre scatenata sul dramma di Eluana Englaro e la bancarotta dei principi elementari di libertà e di laicità dello Stato, sacrificati a un patto di potere con le gerarchie cattoliche; il progetto di installare centrali nucleari contro cui si espresse 20 anni fa un referendum popolare; l’aggressione al sindacato, al diritto di sciopero e a tutte le forme di autotutela collettiva dei lavoratori; il controllo dell’informazione e dei media, soprattutto televisivi, come strumento di manomissione delle coscienze e di abbassamento del senso civico che sta trasformando l’Italia in un paese razzista, avvelenato dalla paura, dall’odio per i diversi e dal disprezzo per i deboli.</p>
<p>Di fronte a queste emergenze la risposta delle forze politiche alla sinistra del Partito democratico è assolutamente irrazionale e irresponsabile. Nessuno di noi è in grado di vedere o di capire, su di esse – sulla democrazia, sul lavoro, sui diritti &#8211; sostanziali differenze di linea tra queste diverse forze politiche. E tuttavia queste forze sembrano paralizzate dalle loro polemiche e divisioni interne: da una sorta di autolesionismo, di cupio dissolvi, che si manifesta in un clima generalizzato di ostilità e nelle infinite rivalità, diffidenze e maldicenze che ne hanno ormai logorato il tessuto connettivo. L’effetto di questo clima avvelenato sull’elettorato di sinistra è la sfiducia, o peggio il disgusto per la politica e la fuga nell’astensionismo; tanto che oggi il maggior partito della sinistra sembra sia diventato, in termini numerici, il partito dell’astensione.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2.</strong></span> Ebbene, contro questa deriva il nostro appello ha voluto esprimere due esigenze, tra loro strettamente connesse. La prima è la necessità che si ritrovi l’unità tra le forze della sinistra: un’unità che certamente esiste nel suo elettorato, come dimostrano le tante esperienze unitarie di base ed anche le tante adesioni al nostro appello. La necessità, in altri termini, che si ponga fine, nei partiti e fra i partiti, a un vizio antico e autodistruttivo: la diffidenza e il sospetto settario che porta sempre a vedere un nemico nel compagno più vicino e a svalutarne le differenti opinioni come segni di tradimento o di interessi inconfessabili; l’intolleranza per il dissenso anche su questioni marginali e la pretesa settaria che tutti si riconoscano in un pensiero unico e comune; l’incapacità di convivere, insomma, con compagni che hanno idee anche solo minimamente diverse. E’ mai possibile che a sinistra si insista sempre, giustamente, fino alla retorica, sul rispetto e sul valore delle differenze, sul contatto con l’”altro” come fattore di arricchimento, e poi non si riesca ad accettare le fisiologiche divergenze che sempre contrassegnano ogni comunità di persone libere e mature?</p>
<p>La seconda esigenza è che si dia un segno di rinnovamento nelle forme dell’agire politico e anzitutto nella riforma delle forme della rappresentanza. E’ in questo spirito che abbiamo avanzato la proposta che i gruppi dirigenti facciano un passo indietro, non candidandosi nelle liste per le prossime elezioni: non solo per ridurre al massimo le competizioni e le rivalità che affliggono i loro gruppi dirigenti, ma anche, e soprattutto, per restaurare la distinzione, e con essa il rapporto di rappresentanza e di responsabilità, tra istituzioni e partiti, da tempo dissolta dalla pratica delle autocandidature e delle cooptazioni. Ciò che chiediamo, in breve, è una rifondazione della rappresentanza politica, possibile solo se i partiti torneranno ad essere organi della società, anziché dello Stato, e a tal fine assumeranno regole elementari di democrazia interna ed esterna, a cominciare da quella dell’incompatibilità tra cariche di partito e cariche istituzionali. Solo in questo modo i partiti riacquisteranno credibilità e autorevolezza e torneranno a motivare l’impegno politico: se diverranno partiti sociali, oltre che politici, cui compete l’elaborazione dei programmi e degli indirizzi, ma non la diretta gestione dei pubblici poteri, i quali risulteranno così responsabilizzati nei loro confronti: se saranno insomma, come chiede l’art.49 della Costituzione italiana, strumenti dei cittadini e del loro “diritto a concorrere, con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.</p>
<p>Queste due esigenze, ripeto, sono strettamente connesse. In tanto si possono ritrovare le ragioni dell’unità nelle emergenze in atto, cioè nella necessità di difendere la democrazia e il lavoro, la costituzione e i diritti fondamentali, in quanto si mettano da parte i personalismi, le rivalità e le divisioni di vertice. Ma per far questo è necessario il passo indietro che chiediamo ai partiti: la promozione e il sostegno di una lista unica della sinistra, nella quale non siano candidati i loro dirigenti, ma solo cittadini comuni, rigorosamente disposti in ordine alfabetico. Aggiungo che queste due esigenze – l’unità della sinistra e la rifondazione della rappresentanza – vanno ben al di là della prossima scadenza elettorale. Si tratta dei due problemi vitali dalla cui soluzione dipende la sopravvivenza stessa di una sinistra politica nel nostro paese.</p>
<p>Per questo chiediamo oggi ai dirigenti dei partiti di anteporre l’interesse per il futuro della sinistra e per il futuro della democrazia al loro pur legittimo interesse di partito. Sappiamo che esiste, in Italia, un’area vasta di persone di sinistra – forse il 10% dell’elettorato – che non si riconosce nel Partito democratico o che è comunque delusa dai suoi mille compromessi e non merita di essere privata di rappresentanza politica dalle frammentazioni del ceto politico e dai loro contrapposti arroccamenti che favoriscono solo la dispersione dei voti e l’astensionismo. Ma soprattutto siamo tutti consapevoli che tale rappresentanza è oggi più che mai necessaria alla difesa della Costituzione e della democrazia, alla salvaguardia dei diritti e delle condizioni di vita di milioni di lavoratori e alla costruzione di un’alternativa credibile al berlusconismo, oggi trionfante per l’assenza di una seria opposizione. Il PD, infatti, proprio a causa della mancanza di una consistente forza politica alla sua sinistra, resta costantemente esposto a tentazioni centriste e compromissorie, che solo la pressione esercitata dalla concorrenza di una forza credibile alla sua sinistra può arginare.</p>
<p>E’ su questa responsabilità, che tutti ci accomuna, che oggi chiediamo un confronto razionale ai dirigenti dei partiti, che ringraziamo di aver accolto l’invito a venire in questa assemblea. Si tratta di una responsabilità che non esito a chiamare storica. Un’ennesima sconfitta sarebbe infatti imperdonabile. E non sarebbe perdonata.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">3. </span></strong>Ma noi vogliamo essere, dobbiamo essere, ancora, ottimisti. Ho appena detto che i dirigenti dei partiti dovrebbero anteporre agli interessi di partito l’interesse per il futuro della sinistra e della democrazia. Ma io credo che la promozione della lista unica proposta dal nostro appello sarebbe anche nell’interesse dei loro partiti. Per questo diciamo ai partiti e ai loro dirigenti: pensate alla crescita della vostra credibilità e del vostro prestigio che proverrebbe da questo passo indietro; assumete per una volta il punto di vista esterno dei vostri elettori, tanto consapevoli della gravità delle emergenze in atto quanto disinteressati al merito delle vostre divisioni. Al di là dell’attuale contingenza elettorale, quel passo indietro, adeguatamente motivato, equivarrebbe a un sicuro passo avanti nella rifondazione della sinistra e della sua rappresentanza politica.</p>
<p>Ovviamente, è opportuno ribadire, il nostro è un appello per una lista unica, e non semplicemente unitaria. Ciò vuol dire che se esso non sarà accolto da tutti, se si presenteranno più liste – anche solo due liste – vorrà dire che la nostra iniziativa è fallita, dato che non potrà riconoscersi in nessuna delle liste tra loro in concorrenza, neppure in  quella di quanti dichiareranno di condividerne le ragioni.</p>
<p>E, tuttavia, neppure in tal caso il nostro impegno sarà concluso. Continueremo a chiedere ai partiti due cose. La prima è che cessino, fin da questa campagna elettorale, di litigare: di risparmiarci lo spettacolo penoso delle loro maldicenze e dei loro dibattiti bizantini sulle loro identità. La seconda è che essi prendano atto dei due problemi che ho sopra ricordato e dalla cui soluzione dipende non solo il loro futuro, ma anche il futuro della sinistra e della democrazia: l’unità della sinistra e la crisi della loro rappresentatività politica. I gruppi dirigenti dei vari partiti di sinistra devono infatti essere consapevoli che essi, ormai e sempre più, rappresentano poco più che se stessi; che l’elettorato democratico di sinistra potrà anche votarli – e certamente noi ci auguriamo che comunque li votino &#8211; ma nella sua grande maggioranza non capisce né tanto meno si sente rappresentato dalle loro divisioni e dai loro litigi.</p>
<p>Per questo, qualunque sarà l’esito non solo della nostra iniziativa ma anche delle elezioni, continueremo a proporre al dibattito politico i due problemi dell’unità della sinistra e della dissoluzione della rappresentanza, invitando tutti i partiti a confrontarsi su di essi, in pubblici convegni, oltre che sui temi dell’attuale emergenza: la crisi della democrazia e gli attacchi al lavoro e ai diritti sociali.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/perleeuropee.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/perleeuropee.wordpress.com/83/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=83&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;assemblea vista dal Manifesto: «Divisi a sinistra, processo ai partiti»</title>
		<link>http://perleeuropee.wordpress.com/2009/03/08/lassemblea-vista-dal-manifesto-%c2%abdivisi-a-sinistra-processo-ai-partiti%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 15:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Matteo Bartocci Paul Ginsborg: «Niente da fare, ma speriamo che prima o poi la lunga lista dei fallimenti si interrompa». Un&#8217;assemblea per prendere atto che è stata respinta la proposta (lanciata sul manifesto) di andare alle elezioni insieme e senza candidati degli apparati. Idee per il futuro e preoccupazione per giugno: «Avremo due debolezze [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=80&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Matteo Bartocci </strong></p>
<p>Paul Ginsborg: «Niente da fare, ma speriamo che prima o poi la lunga lista dei fallimenti si interrompa». Un&#8217;assemblea per prendere atto che è stata respinta la proposta (lanciata sul manifesto) di andare alle elezioni insieme e senza candidati degli apparati. Idee per il futuro e preoccupazione per giugno: «Avremo due debolezze contrapposte», «crescerà l&#8217;astensionismo. Caduto l&#8217;ultimo appello per una lista unitaria Delusione a Firenze. Si pensa al dopo europee.</p>
<p>«Niente da fare, lasciamo che le cose facciano il loro corso. Speriamo che prima o poi la lunga lista di fallimenti si fermi». È chiaro già a metà mattinata, quando Paul Ginsborg lascia l&#8217;affollata assemblea fiorentina, che i giochi per le europee sono ormai fatti nonostante la generosità degli appelli come quello pubblicato sul manifesto a favore di una lista unitaria della sinistra. Eppure, dopo decine di interventi tutti molto critici verso i partiti esistenti, la speranza è l&#8217;ultima a morire. A Giulio Marcon, uno dei firmatari, non resta che prendere atto chiudendo i lavori che le ipotesi elettorali in campo sono (almeno) due, quella di Prc-Pdci e quella rossoverde che va dai socialisti a Vendola: «Noi non vogliamo né una riedizione dell&#8217;Arcobaleno né una terza lista della società civile &#8211; spiega Marcon &#8211; crediamo che l&#8217;unità a sinistra debba essere la stella cometa di tutti, perciò prendiamoci del tempo, facciamo una moratoria di una settimana sulle liste per vedere se la partita è proprio chiusa». È l&#8217;ultimo, disperato, appello. Il cerino, ora, torna in mano a Rifondazione. O meglio, alla sinistra tutta. A sentire le decine di interventi di ieri a Firenze ci sono molte ragioni per essere preoccupati. <span id="more-80"></span></p>
<p>E non solo per l&#8217;analisi lucida e molto critica fatta da Luigi Ferrajoli in apertura. Questo appuntamento autoconvocato era per i partiti ex Arcobaleno una forca caudina sotto la quale passare un po&#8217; di malavoglia. Duecentocinquanta persone, alla casa del popolo di san Bartolo a Cintoia: una platea attenta ma generalmente composta da uomini ben oltre i 50. Pochi i politici presenti, l&#8217;unico leader di partito a intervenire è Nichi Vendola. Assenti verdi di «sinistra» come Paolo Cento, dirigenti quasi sconosciuti per tutti gli altri partiti. Forse perché si affrontano questioni scomode: «Sulla forma di questa unità si decide oggi, ci si deve scontrare subito», avverte invano tra i primi interventi Mario Agostinelli (Prc indipendente in Lombardia). Tra palco e realtà spira forte anche qui il vento dell&#8217;antipolitica e della rabbia, un filo rosso che lega una base appassionata e delusa a un sindacalista in prima linea come Tiziano Rinaldini (Cgil). Non si tratta tanto di critica alla «casta» (che pure affiora), quanto di insofferenza per la politica di partito, per le sue forme, per la sua distanza dalla società e i suoi riti. Si cerca un nuovo rapporto tra democrazia diretta e democrazia delegata, la pari dignità tra rappresentanza politica e conflitto sociale. «Questi partiti &#8211; si sfoga uno degli interventi dal palco &#8211; sono irriformabili. Non hanno futuro, non hanno capacità espansiva, nessuno si avvicina più ai loro meccanismi interni. Sono uguali e peggiori dei partiti che sono scomparsi, compreso il Pci, finito non solo per la caduta del Muro». L&#8217;altro rischio, più volte citato, è un aggravamento dell&#8217;astensionismo. Ad aprile, dicono le analisi più recenti, il primo partito tra gli operai del Nord non è stato la Lega ma il non voto.</p>
<p>«A giugno tra la falce e martello e un carnevale di simboli l&#8217;astensionismo sarà sicuramente il primo partito della sinistra», prevede Mario Pianta. «I miei studenti &#8211; concorda Andrea Manni, un insegnante di Firenze &#8211; non è vero che non pensano alla politica, solo che per loro è davvero quella di Porta a porta». Difficile appassionarsi. «Ricordiamoci &#8211; dice Manni &#8211; che non c&#8217;è stato solo il disastro dell&#8217;Arcobaleno ma anche quello dei congressi estivi dei quattro partiti, che ho seguito alla radio come non facevo da anni e in cui ho sentito dare il peggio di sé». «Anche se l&#8217;appello unitario non sarà raccolto noi andremo avanti lo stesso», avverte Ginsborg guardando già a dopo le europee. Il come lo spiega Mario Pianta: due assemblee-convegni nazionali &#8211; una in una città del Nord l&#8217;altra nel Sud &#8211; dedicate alla crisi della democrazia e della rappresentanza e alla crisi economica, ambientale e del lavoro. Una messa a fuoco di contenuti e proposte che raccolga le decine di campagne che oggi la sinistra, tutta insieme, è ancora capace di fare senza trovare una rappresentanza comune. Dalla battaglia sui beni comuni come l&#8217;acqua fino alla rivoluzione verde nell&#8217;economia, dalla difesa della Costituzione e del contratto nazionale a vertenze come Tav o Dal Molin, la sinistra non è scomparsa dal paese. Ma percepisce sempre di più, a torto o a ragione, chi deve rappresentarla come un tappo. «Due liste si indeboliranno a vicenda e di conseguenza indeboliranno tutti noi, lavoratori e cittadini», prevede Raffaele D&#8217;Agata dell&#8217;università di Sassari. La lotta all&#8217;ultimo sangue per la soglia di sbarramento rischia di lasciare sul campo morti e feriti. Meglio premunirsi in tempo per non rimanere sotto le macerie.   <strong></strong></p>
<p><strong>IL SIMBOLO &#8211; L&#8217;accordo è fatto Il notaio aspetta Vendola e gli altri</strong></p>
<p>FIRENZE    «Basta con le prese in giro, lunedì o martedì Vendola e Fava vanno dal notaio a depositare il loro simbolo, fermate tutto o vi mandiamo a quel paese un&#8217;altra volta», tuona dal palco di Firenze il vicentino Olol Jackson dei comitati no Dal Molin. Ma l&#8217;ultimatum è destinato a cadere nel vuoto, fermare le macchine delle due liste a sinistra è ormai impossibile. Entro venerdì il nuovo simbolo dell&#8217;alleanza tra Vendola, Fava, Verdi e socialisti sarà presentato in una conferenza stampa a Roma. Ancora non è dato sapere esattamente come sarà e con quale nome, ma in due parole girerà attorno a «sinistra» e «libertà». Piaccia o no la road map è tracciata, con tanto di manifestazione pubblica a piazza Farnese a Roma a fine marzo. Nichi Vendola è l&#8217;unico leader di partito a parlare dal palco. La delegazione politica del suo movimento è la più folta, in platea ci sono Franco Giordano, Gennaro Migliore e Betta Piccolotti. Il presidente della Puglia (in cinque minuti come tutti) accoglie l&#8217;appello all&#8217;unità, è appena tornato da Praga e racconta della crisi drammatica dell&#8217;Est, invita a un rapporto «non strumentale» con le elezioni. Guadagna applausi quando si schiera con la Cgil per la difesa del contratto e curiosamente è il primo &#8211; e a conti fatti uno dei pochissimi di radice non ecologista &#8211; a parlare di ambiente e di conversione verde della sinistra. Tuttavia sull&#8217;Italia si fa cauto, parla esplicitamente di «largo accordo elettorale». Un tono sicuramente più ecumenico ma per ora meno chiaro rispetto a quello che arriva subito dopo a nome di Rifondazione da Maurizio Acerbo. Il Prc mette «a disposizione delle tante sinistre di questo paese le sue liste», si limita a ricordare il consigliere abruzzese. È con qualche stupore perciò che i dirigenti ex rifondaroli assistono alla metaforica fucilazione pubblica di tutti i politici di sinistra che si invoca dal palco. In fondo sono stati i primi ad aderire all&#8217;appello pubblicato sul manifesto e non sembrano troppo rigidi nell&#8217;apertura delle liste. Tuttavia, ammette Davide Rognoli di «Unire la sinistra» (gli ex Pdci di Guidoni e Bellillo), «la nostra lista è sospesa a metà tra l&#8217;essere un cartello elettorale e un progetto politico». Un ibrido che serve anche a vincere le resistenze che ci sono. Soprattutto nei Verdi, che oggi si riuniscono a Roma in un delicato consiglio federale dedicato proprio al simbolo per le europee. Gianfranco Bettin, ambientalista del nord est, coglie l&#8217;opportunità dell&#8217;assemblea fiorentina per evitare che il cartello si coaguli in un nuovo partito. «I comunisti hanno legittimamente deciso la loro strada, noi convochiamo subito un&#8217;assemblea con chi ci sta per decidere come andare avanti per la nostra». In pochi però raccolgono il suo invito alla pausa di riflessione. Anche perché il sospetto sussurrato a mezza bocca è che rallentare il cartello della sinistra alla fine giovi solo a un Pd alla canna del gas, il partito con cui una parte non secondaria dei Verdi, in Veneto e non solo, guarda come il vero obiettivo per un&#8217;alleanza.</p>
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		<title>Per un cammino unico della sinistra</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 15:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giulio Marcon e Mario Pianta L&#8217;idea di una lista unica della sinistra alle elezioni europee, con un passo indietro dei partiti e spazio alle esperienze della società civile, è stata lanciata un mese fa, ha raccolto 2000 adesioni all&#8217;appello pubblicato dal manifesto (www.perleeuropee.wordpress.com) e porta oggi centinaia di persone a discutere all&#8217;assemblea di Firenze. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=71&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giulio Marcon e Mario Pianta</strong></p>
<p>L&#8217;idea di una lista unica della sinistra alle elezioni europee, con un passo indietro dei partiti e spazio alle esperienze della società civile, è stata lanciata un mese fa, ha raccolto 2000 adesioni all&#8217;appello pubblicato dal manifesto (<a href="http://www.perleeuropee.wordpress.com" target="_blank">www.perleeuropee.wordpress.com</a>) e porta oggi centinaia di persone a discutere all&#8217;assemblea di Firenze. E&#8217; un risultato inaspettato, che ci sembra importante per tre motivi.</p>
<p>Il primo è che il dibattito sulla proposta di lista unica ha espresso le sensibilità di una sinistra radicata nella società, ha ridato voce a migliaia di persone. Oltre metà degli aderenti all&#8217;appello sono elettrici ed elettori convintamente di sinistra ma stanchi di una politica autoreferenziale; molti di questi manifestano un distacco così forte da prendere in considerazione la scelta dell&#8217;astensione, in assenza di una lista unica. La discussione ha così illuminato la punta di un ben più grande iceberg astensionista, che rischia di confermarsi come il &#8220;primo partito&#8221; della sinistra.</p>
<p><span id="more-71"></span></p>
<p>Il secondo motivo è che il successo della proposta ha mostrato che l&#8217;opinione pubblica di sinistra è più matura e unitaria dei propri rappresentanti nei partiti. Quasi la metà delle adesioni all&#8217;appello vengono da persone attive nelle associazioni e in gruppi di base, impegnate nei movimenti, da responsabili del sindacato, tutte realtà in cui c&#8217;è una pratica quotidiana di lavoro unitario. Una quota limitata ma significativa di adesioni viene infine da quadri (o ex quadri) dei partiti della sinistra e da eletti negli enti locali, che si rendono conto della gravità dei problemi.</p>
<p>Il terzo aspetto è che l&#8217;iniziativa ha rotto la logica di una politica fatta solo dai vertici del ceto politico, chiama oggi a Firenze i responsabili dei partiti a rendere conto delle loro decisioni di fronte ai cittadini, inaugura una piccola occasione di democrazia partecipata all&#8217;interno della sinistra, di deliberazione comune sulla strada da percorrere.  E&#8217; probabile che questa proposta non trovi oggi risposte positive. Le forze della sinistra e dell&#8217;ambientalismo si assumono così la responsabilità di tre gravi rischi alle prossime elezioni europee: quello di un astensionismo crescente; la possibilità che nessuna delle liste superi il 4%, privando la sinistra di una rappresentanza a Strasburgo; l&#8217;accentuazione futura dei conflitti tra le diverse componenti della sinistra politica, sociale ed ambientalista.</p>
<p>Questi rischi potrebbero alimentare la deriva di un&#8217; antipolitica di sinistra: ma la responsabilità è tutta del politicismo di una sinistra istituzionale miope e autoreferenziale.  Non si era proposto di rifare la “Sinistra arcobaleno” o di fare una “nuova lista”. Si era semplicemente proposto a tutti di fare un passo indietro, di mettere una moratoria sulle divisioni, di dimostrare un po&#8217; di responsabilità, di innovare il modo di fare politica, di aprire un nuovo rapporto con la società civile. Invece tutti lì a mettere paletti, condizioni, a elencare puntigliosamente i tanti “se” e i tanti “ma”.</p>
<p>C&#8217;è una pressochè totale convergenza di tutti ad avvalorare le reciproche divisioni.  Per quanto riguarda la società civile, si era detto: “pari dignità” con le forze politiche, un riconoscimento che le diverse forme dell&#8217;agire politico &#8211; nelle istituzioni, nel sindacato, nel sociale, nella cultura, nella comunicazione &#8211; hanno ruoli diversi ma un eguale rilievo nella costruzione di una politica nuova della sinistra. In questi giorni, invece, i partiti annunciano &#8220;liste aperte&#8221;, cominciano la campagna acquisti per qualche posto in lista: una bella pattuglia di “indipendenti di sinistra” da non disprezzare, ma che niente ha a che fare con una diversa idea del rapporto tra società e politica. Non si riescono a superare, si direbbe, due vecchi vizi nel rapporto con i movimenti: la cooptazione e il collateralismo.</p>
<p>Le risposte della politica all&#8217;appello &#8220;per una lista unica della sinistra alle elezioni europee&#8221; si preannunciano, insomma, desolanti. E altrettanto desolanti rischiano di essere i risultati elettorali di una sinistra che &#8211; di fronte a gravi rischi per la democrazia e alla crisi economica più grave da ottant&#8217;anni &#8211; sceglie di presentarsi in questo modo.  Eppure, il successo dell&#8217;appello e l&#8217;assemblea di oggi a Firenze lasciano aperte le porte alla speranza.</p>
<p>Non saremo delusi, in ogni caso, dalla presa di parola di migliaia di persone, dalla capacità di auto-organizzazione che si manifesta, dalla fiducia in una pratica unitaria al di là delle bandierine di partito. Nella società, la sinistra è fatta da milioni di persone che continuano a lavorare per la democrazia, il lavoro, l&#8217;ambiente, i diritti, la pace, e che continueranno a farlo. Avremo altri momenti di confronto sui contenuti di una politica nuova della sinistra, magari con un nuovo ruolo di stimolo del manifesto; altre occasioni verranno, anche a livello locale, per costruire percorsi unitari. La politica non finisce con le elezioni europee.</p>
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		<title>Come partecipare e sostenere l&#8217;appello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:20:44 +0000</pubDate>
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		<title>Percorsi e proposte per le europee</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mario Agostinelli, Emilio Molinari e Gianni Tamino Ci unisce una comune pratica di movimento, di frequentazione di quei luoghi dove la partecipazione e l&#8217;autorganizzazione sono elementi vitali. Luoghi dove spesso si realizza la relazione tra movimenti e istituzioni rappresentative locali. Stiamo quindi in un buon posto di osservazione per capire e apprezzare ciò che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=65&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Mario Agostinelli, Emilio Molinari e Gianni Tamino </strong></p>
<p>Ci unisce una comune pratica di movimento, di frequentazione di quei luoghi dove la partecipazione e l&#8217;autorganizzazione sono elementi vitali. Luoghi dove spesso si realizza la relazione tra movimenti e istituzioni rappresentative locali. Stiamo quindi in un buon posto di osservazione per capire e apprezzare ciò che esiste e si muove dal basso, coglierne le implicite potenzialità di rivitalizzazione della democrazia e di legame con la solitudine del mondo del lavoro e il profondo contenuto critico verso i paradigmi sviluppistici che hanno segnato tutte le culture del &#8217;900. Vediamo quotidianamente questi aspetti radicarsi nei territori dando vita a coaguli di organizzazioni sociali in rete tra loro. Questa realtà nemmeno a sinistra riceve rappresentanza dai partiti, spasmodicamente tesi all&#8217;autoriproduzione e a rimuovere la sfida dell&#8217;unità, che presupporrebbe un loro profondo rinnovamento.<span id="more-65"></span></p>
<p>Tutti e tre abbiamo maturato nell&#8217;esperienza dei Forum sociali mondiali, marginalizzati nel dibattito tutto organizzativo e elettorale della sinistra, la conferma che il circuito virtuoso tra democrazia diretta e democrazia delegata sta determinando in America latina prove di un nuovo socialismo, capace di giocare da protagonista la partita apertasi con la crisi economica mondiale &#8211; quella delle risorse, dei beni comuni, della coesistenza con la biosfera &#8211; e il multipolarismo dell&#8217;era Obama. Da questa collocazione, come tanti altri, vorremmo poter dire che non ci rassegniamo a ciò che le dinamiche interne a sinistra del Pd sembrano volerci portare inevitabilmente. Cioè a una sconfitta certa, strategica e indipendente dal raggiungimento del quorum.</p>
<p>La «conquista» di questa soglia agognata con formazioni e liste divise non può che generare feroci competizioni dagli strascici irreversibili e dove l&#8217;elettorato è chiamato a arbitrare la contesa interna, ciechi dal vedere che questo elettorato ha già voltato la testa verso l&#8217;astensione. La parola che ci frulla in testa è «rappresentanza», un diritto formidabile, conquistato dal basso con le lotte. Un patrimonio della nostra democrazia, della nostra Costituzione, della nostra storia generata dai conflitti che hanno aperto continui e nuovi spazi democratici in fabbrica, nelle scuole, nelle comunità, nella sfera collettiva e in quella privata, nelle aule dei tribunali e persino nei corpi militari e della sicurezza.</p>
<p>Ora questa rappresentanza è sotto tiro, sottoposta a un pesante fuoco da parte del governo Berlusconi, che ormai non risparmia più alcun diritto, nemmeno il diritto di sciopero. A questo fuoco della destra fa riscontro da una parte il vuoto determinato dal dissolversi del progetto del Pd e dalla determinazione con la quale questo partito ha perseguito la strada di far terra bruciata alla sua sinistra, dall&#8217;altra l&#8217;incapacità di dare una base popolare a un progetto alternativo.</p>
<p>Non crediamo sia esagerato evocare uno scenario così allarmante, ma lo vogliano fare perché tanta è la responsabilità che sentiamo gravare su ognuno di noi e tanta la vacuità dei partiti che tentano di dare una risposta al vuoto che si determina attraverso la mera ricerca di un consenso elettorale per mantenere nelle liste i propri apparati, in competizione tra loro.</p>
<p>Occorre uno scatto verso un più alto livello di servizio, occorre far emergere con più sincera e concorde convinzione che si vuole perseguire una prospettiva che faccia lega sul rapporto fecondo tra democrazia diretta e democrazia delegata, nel formare liste secondo modalità nuove e partecipate. Qui ha senso la richiesta di un passo indietro dei dirigenti delle forze politiche, ragionato, che non annulli la visibilità e l&#8217;identità di nessuno, ma tale da rappresentare appunto quello scatto invocato da tanti di rimettersi in gioco per il più alto interesse generale, per coprire quel vuoto e dare rappresentanza unitaria al mondo del lavoro sotto attacco, alla società civile e all&#8217;enorme disagio di migliaia di votanti.</p>
<p>Conosciamo questo mondo del lavoro oggi isolato e esposto agli strali di Brunetta e Sacconi e abbiamo visto consumarsi la crisi del sindacato grazie all&#8217;indifferenza di una sua componente verso la democrazia della rappresentanza. Ma abbiamo anche visto la Fiom prima e la Cgil poi rivendicare con successo come base del loro reinsediamento per un sindacato non residuale né corporativo, la titolarità dei lavoratori sui contratti. Vorremmo perciò che anche la sinistra politica non solo invocasse partecipazione, ma la promuovesse proprio ora, cominciando col non requisire all&#8217;interno di sue dinamiche impenetrabili la titolarità della rappresentanza che tocca ai cittadini. Non è vero che tutto è segnato e nemmeno che le divisioni si possono superare solo attraverso cartelli elettorali burocratici, destinati comunque alla sconfitta. C&#8217;è ancora un po&#8217; di tempo da qui al mese di giugno, basta mettersi e tenersi in reciproco ascolto&#8230;.</p>
<p>E per non restare nel campo delle buone intenzioni, vogliamo indicare due esempi, due percorsi. L&#8217;acqua in Lombardia torna a essere pubblica e ciò avviene in terra di centro-destra, di privatizzazioni, di spartizioni, di affari trasversali che hanno culturalmente modellato gran parte del gruppo dirigente del Pd. Torna l&#8217;«acqua pubblica» contro colossali interessi e in controtendenza al governo nazionale, per effetto della voce dei cittadini, raccolta dai consigli comunali, dallo scatto d&#8217;orgoglio dei sindaci, di tanti partiti di voler rappresentare gli interessi di chi li ha eletti. Un piccolo successo dovuto anche alla determinazione di Rifondazione comunista e della Sinistra in regione Lombardia e in provincia di Milano. E&#8217; questo che ha permesso il convincimento della totalità delle forze politiche lombarde.</p>
<p>Siamo certi che un simile percorso dovrà delinearsi anche nella partita che si è appena riaperta: l&#8217;annunciato ritorno al nucleare. Centinaia di assemblee sono già programmate, già si intravvedono quei percorsi che potranno mettere in connessione territorio, movimenti, istituzioni locali e proposte di nuovi paradigmi energetici. E&#8217; anche qui che una sinistra popolare ampia, solida nei contenuti può impedire che si torni indietro dal referendum del 1987, ma può fare qualcosa in più: assumersi il difficile compito di riempire vuoti politici epocali.</p>
<p>Dal Manifesto del 28 Febbraio 2009</p>
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		<title>Per le europee due spunti di riflessione</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlademocrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tiziano Rinaldini Se l&#8217;appello («Per una lista unica della sinistra alle europee») si configurasse come una richiesta di sconfessione da parte delle varie formazioni politiche alla sinistra del Pd rispetto alle decisioni di fondo che hanno assunto dopo la sconfitta della Sinistra Arcobaleno, o come una presa di posizione per una parte contro l&#8217;altra, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=perleeuropee.wordpress.com&amp;blog=6701291&amp;post=64&amp;subd=perleeuropee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tiziano Rinaldini </strong></p>
<p>Se l&#8217;appello («Per una lista unica della sinistra alle europee») si configurasse come una richiesta di sconfessione da parte delle varie formazioni politiche alla sinistra del Pd rispetto alle decisioni di fondo che hanno assunto dopo la sconfitta della Sinistra Arcobaleno, o come una presa di posizione per una parte contro l&#8217;altra, la sua inefficacia sarebbe scontata. Vorrei tentare di contribuire a evitare che le risposte all&#8217;appello (o peggio tentazioni a ignorarlo) assumessero come riferimento (pro o contro) questa interprestazione di comodo, anzitutto poiché mi pare evidente che non corrisponde né alla lettera né allo spirito dell&#8217;appello. Vorrei favorire una riflessione adeguata alla piena assunzione di responsabilità per le scelte a cui i soggetti politici interessati perverranno. <span id="more-64"></span></p>
<p>Non vedo oggi i presupposti per un nuovo soggetto politico unitario di sinistra. Continuo a pensare che questo sia il problema e con questo occorra misurarci, ma sono consapevole che la questione non è calendarizzabile sulla base degli appuntamenti elettorali. Non si tratta solo delle difficoltà riferite ai richiami identitari delle esperienze del passato, ma anche alla difficoltà oggi a ricostruire un&#8217;analisi, un pensiero, un&#8217;idea di soggetto politico e un&#8217;azione fondante che non sia una contingente (anche necessaria) convergenza o una sommatoria di culture e azioni oppositive (anche questa necessaria).</p>
<p>Il senso che io colgo dall&#8217;appello è un altro e lo riferisco a due punti di riflessione.</p>
<p>Il primo è che gli svolgimenti di questo ultimo periodo ci mettono di fronte a una crisi straordinaria con non prevedibili sviluppi e con gravissime conseguenze sociali, all&#8217;interno della quale si è determinato un esplicito attacco alla democrazia nel nostro paese. Mi pare anche evidente la difficoltà a ricostruire adeguata consapevolezza. E&#8217; accaduto un fatto enorme: l&#8217;accordo separato sulla struttura della contrattazione collettiva contro la maggiore organizzazione sindacale e l&#8217;espropriazione dei diretti interessati (i lavoratori e le lavoratrici) dalla possibilità di decidere, a cui si sta aggiungendo l&#8217;attacco al diritto di sciopero. Non ho l&#8217;impressione che la reazione politica sia stata all&#8217;altezza, anche a sinistra.</p>
<p>Il secondo punto di riflessione assume un dato di realtà sul rapporto tra questa situazione e le elezioni europee: una vasta area di coloro che vorrebbero segnare col voto la propria volontà di sinistra, non si riconosce e non vuole riconoscersi nelle diverse formazioni politiche esistenti. In questa area vi sono motivazioni diverse che allo stato attuale non configurano un insieme omogeneo, ma sono unificate nel non accettare per sé le discriminanti su cui oggi ci si divide a livello di forze politiche in concorrenza fra di loro. Non credo sia giusto e ragionevole, di fronte alla crisi della democrazia prima richiamata in elezioni come quelle europee costringere ognuno a dare il proprio voto a questa o quella formazione politica in concorrenza con l&#8217;altra, anzi contro l&#8217;altra.</p>
<p>Non c&#8217;è solo quindi il rischio di un risultato che, con lo sbarramento del 4%, non consenta una rappresentanza di sinistra in Europa, ma anche quello di un risultato che comunque verrebbe oggettivamente utilizzato per rafforzare discriminanti di divisione non condivise da una parte grande degli elettori. Esistono quindi molti elementi che dovrebbero aiutare a una seria riflessione sull&#8217;occasione fornita dall&#8217;appello per un&#8217;unica lista di sinistra alle elezioni europee tenendo anche conto che su molte questioni di contenuto di grande importanza pare indiscutibile la possibilità di una condivisione unitaria (lo testimonia ad esempio l&#8217;ampiezza delle adesioni al recente documento «Ritorno al futuro» ).</p>
<p>dal Manifesto del 1 Marzo 2009</p>
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